| Tipo di arma | Spadone |
| Rarità | ★★★★★★ |
Il Sarkaz era una montagna. Mi sollevò con una mano sola e si diresse a grandi passi verso un luogo più appartato di Seš'qa.
I bambini lì vicino puntarono il dito verso di noi, entusiasti. Raccontarono ai loro genitori ciò che avevano visto, probabilmente scambiando questo alterco per un momento di spettacolo della "Parata delle Corti Reali", con me che ero il "fortunato" ad aver avuto modo di interagire con i re.
Ero altrettanto emozionato quando mio padre mi portò per la prima volta in questo parco divertimenti dedicato al volo.
Ma ora mi sentivo come se, da un momento all'altro, sarei stato giustiziato da questo guerriero Sarkaz impassibile e silenzioso.
"SCUSA! Avrei dovuto acquistare un biglietto!"
"..."
Non sapevo se avrei fatto la fine della vittima mostrata nei vecchi film. Non riuscivo a ricordarne il titolo, ma quel povero ragazzo era stato completamente dissanguato da un elegante vampiro per riempire il suo calice.
"I-Io... mi divertivo tanto in questo posto quando ero bambino! La "Grande avventura dell'Errante" era la mia attrazione preferita! Vorrei ritornare ai giorni della mia infanzia!"
"..."
Mi chiedevo se sarei finito come il ragazzo raffigurato nel famosissimo manga "Cronache delle Guerre kazdeliane", che era stato fatto a pezzi da una spada lunga quanto lui, gettato in una fornace per essere usato come combustibile e ridotto in cenere ardente che si era dispersa al vento!
"NO! TI PREGO! CONFESSO! Ho borseggiato i genitori distratti dai bambini che urlavano mentre si accalcavano alle biglietterie! MI DISPIACE!"
"..."
Non funzionò. Forse il mio vero intento era già stato predetto da un ciclope che viveva segretamente in questa città stregata. Sarebbe stata la mia fine! Per salvare la mia vita, decisi di confessare davvero tutto!
"FERMAAATI! TI DIRÒ LA VERITÀ! Sono completamente al verde! E sono un... maledetto criminale! Potrei aver complottato per rubare una copia autografata del Principe lacerato dal negozio principale della Witching Hour prima che finisse l'Open Day di Seš'qa! Ma era solo un piano malvagio! Mi hai beccato non appena sono entrato a Seš'qa! Non l'ho mai messo in atto! LO GIURO! LO GIURO!"
"Eccolo qua. È un vero spione."
Caddi a terra con un tonfo fragoroso. La stanza era buia. Aprii gli occhi con cautela e mi ritrovai su un divano morbido e ben rifinito, anziché sul pavimento freddo e duro di una prigione sotterranea.
"Bentornato, mio prode avventuriero."
Una Sarkaz recitò la classica battuta della "Grande avventura dell'Errante" mentre prendeva posto dietro un semplice tavolo di pietra. Indossava un elegante tailleur, scarpe di pelle e una maschera da parata.
"Il signor Maxim del Rondò d'asfalto. Sono passati sedici anni dalla sua ultima visita a Seš'qa. Ciononostante, abbiamo conservato il suo premio."
Pensavo che l'anfitriona della "Grande avventura dell'Errante" dovesse interpretare il ruolo di una misteriosa strega indovina con indosso un antico abito di corte. Prima che potessi chiarire la mia confusione, una serie di brutti ricordi che avevo sempre evitato mi tornarono improvvisamente in mente.
Avevo completato la "Grande avventura dell'Errante" e finalmente avrei potuto scambiare i miei premi con il "Tesoro del Signore dei Demoni", una spada giocattolo dal design molto elaborato. Era la mia ossessione da bambino. Ma perdetti la mia ultima occasione per scambiare i premi quando le campane iniziarono a suonare, segnalando la fine dell'Open Day. Il mio vecchio cercò di consolarmi, dicendomi che saremmo tornati quando la città volante di Seš'qa si fosse ripresentata.
Ma i nostri giorni a La Fantoma non durarono fino al ritorno di Seš'qa. Il mio vecchio mi disse che eravamo al verde e che dovevamo dirigerci verso il Rondò d'asfalto per "sfuggire agli esattori". Ovviamente, non sono mai diventato un prode avventuriero. Al contrario, sono diventato un ladruncolo, uno schifoso contrabbandiere e uno spregevole truffatore... Sono tornato in questo posto solo perché pensavo ci fosse da guadagnare un sacco di soldi.
La Sarkaz tolse quindi il telo che rivelava il premio che celava: non era certo una spada giocattolo che lampeggiava e si illuminava quando si premeva un pulsante. Era un vero e proprio "Principe lacerato"! Un'autentica lama realizzata con cura dagli stregoni! Non solo, la Sarkaz fece apparire dal nulla una penna e autografò l'arma per me.
"S-Siete sicuri? Quel premio che ho perso sedici anni fa... non può essere un'arma di così immenso valore!"
"Ne sono certa. Un'arma da vero avventuriero, proprio come rivelato dalla divinazione."
"Una divinazione...? Potrei chiederti di... farmi un'altra lettura?"
"Dimmi pure."
"La mia vita... migliorerà mai?"
La Sarkaz mi guardò e disse qualcosa, ma l'unico suono che riempiva le mie orecchie era il rintocco delle campane che segnalava la fine dell'Open Day, che non sentivo da sedici lunghi anni. Quando ripresi i sensi, le mie gambe trovarono di nuovo un terreno solido. La gente mi circondava. Tutti, bambini e adulti di ogni razza, guardavano in alto e salutavano con la mano Seš'qa tra i fuochi d'artificio che esplodevano. Mi sentivo di nuovo un ragazzino mentre stringevo la mia lama. Speravo che le campane suonassero un po' più tardi. Volevo una spada che lampeggiasse e si illuminasse quando premevo un pulsante.
E invece no, avevo ricevuto qualcosa che desideravo davvero e che sapevo esattamente come avrei utilizzato.
La mia grande avventura stava per iniziare.