| Tipo di arma | Spadone |
| Rarità | ★★★★★ |
"Non sei ancora riuscito a trovare una corrispondenza con i dati dei test?"
L'assistente di ricerca teneva la testa china, mentre sentiva lo sguardo critico del suo mentore che si posava pesantemente su di lui.
Uno sguardo rapidamente seguito da un sospiro ancor più pesante.
"Ah, Ziyuan, aiutami a ricordare: quanto tempo è passato da quando ti ho nominato assistente di ricerca per il progetto di conversione dell'energia di xiranite? Tre anni?"
L'assistente annuì, fornendo ulteriori dettagli a bassa voce.
"Sì. Tre anni, quattro mesi e otto giorni."
"E che mi dici dell'assistente senior del laboratorio accanto? E di Mingshu, che sta lavorando sulla xiranite come te? Hai sentito qualcosa sui progressi delle loro ricerche?"
"Sì, in effetti sì..."
"Temo di non avere nient'altro da aggiungere, allora. Forse potresti... riflettere meglio sui tuoi prossimi passi. Sono ancora il tuo mentore, sai, quindi sarò lieto di redigere una raccomandazione per un trasferimento di progetto."
Era già tardi quando il ricercatore lasciò l'edificio. Le ultime lezioni erano terminate e lungo le strade si vedevano gruppi di giovani apprendisti.
Si incamminò per la solita strada per Viale Fangxing, girò alla seconda curva e fece circa sette o otto passi prima di arrivare al piccolo chiosco dei noodle.
"Noodle con carne brasata, senza scalogno."
Il ricercatore si accomodò al solito posto e ordinò i suoi soliti noodle. E, come al solito, il proprietario del chiosco gli servì la ciotola fumante senza dire una parola.
Il ricercatore ne assaggiò un boccone e aggrottò la fronte: la pasta era troppo dura e la carne troppo grassa.
"Il sapore è diverso... Cos'è successo? Avete assunto un altro chef?"
Il proprietario del chiosco lo guardò e sorrise. Poi rispose, fatto più unico che raro.
"Ragazzo, tutto ciò che vedi in questo chiosco, dai noodle ai condimenti, è preparato dal sottoscritto, così come la portata di ieri. Forse non sono i miei noodle a essere cambiati, ma tu... Se non ti interessano più i noodle, perché vieni ancora qui?"
Il ricercatore rimase in silenzio e poi scosse la testa.
"Lei non capisce, signore... Ho dedicato tre anni a una cosa sola... Tre anni interi. Forse si sarà anche chiuso il sipario, ma non intendo perdermi neanche un secondo del processo... Inoltre, i noodle di ieri erano più buoni."
"Ah, hai proprio la testa dura, eh, ragazzo? Non sopportavi l'idea di mollare, così hai trovato qualcosa da ridire sui noodle."
Il ricercatore sorrise amaramente e decise di non alimentare la discussione.
"Forse è vero, forse non me la sento di mollare, ma cosa potrei fare altrimenti?"
"Gli altri assistenti hanno fatto progressi significativi nel giro di pochi mesi. Si sono avventurati nella tana del drago e hanno trovato il suo tesoro... Io, invece, sono ancora bloccato allo stesso punto dopo averci lavorato duramente per tre anni..."
"È meglio passare a un altro progetto, prima che la situazione peggiori ulteriormente."
All'uomo non importava se il proprietario del chiosco capisse come funzionava la ricerca: aveva sfogato l'amarezza repressa e le lamentele che non aveva osato esprimere al suo mentore o ai colleghi.
Il proprietario del chiosco smise di sorridere e lo guardò con espressione seria.
"Quindi, vuoi mollare perché non sei riuscito a trovare il tesoro."
"Io..." il ricercatore era senza parole e non riusciva a rispondere alla domanda.
"Sembri uno che se ne intende di numeri... Ti ricordi quanti set di dati sperimentali hai raccolto in questi tre anni? Quante alternative hai provato? E il numero di riferimenti che hai compilato?"
"Credo di sì... 353 test, 172 materiali alternativi, 561 articoli scritti... No, rettifico: 562, contando l'ultimo". Ricordò le cifre con una certa difficoltà, ma elencarle lo fece sentire improvvisamente sollevato.
"Notevole, sono davvero parecchi dati. A me sembra che tu lo abbia creato, il tuo tesoro."
"I risultati saranno anche importanti, ma le lezioni apprese lungo il percorso possono essere altrettanto fondamentali..."
L'assistente rimase un po' sorpreso da queste parole ed esclamò piuttosto pensieroso:
"Sono stato un discepolo Tianshi per quasi otto anni, ma sono state le sue parole ad aiutarmi a capire qualcosa di così semplice... Grazie mille, signore".
Il proprietario del chiosco gli strinse la mano e sembrò ricordare qualcosa del passato. Il suo sguardo si perse in lontananza.
"Basta con le lusinghe, ragazzo, qui non piacciono a nessuno... Mi dispiace solo vedere un giovane così in gamba convincersi che sia la fine del mondo, soprattutto quando è ovvio che ti aspettano ancora tanti anni meravigliosi..."
"I miei discepoli erano diversi. Si sono davvero scontrati contro un solido muro. Ma hanno continuato a insistere nel cercare di superarlo e nel tracciare la propria strada..."
Sul volto del proprietario del chiosco comparì improvvisamente un sorriso, che svanì altrettanto rapidamente come il vapore caldo emanato dai noodle.
"Ma la fortuna non era dalla loro parte... Dieci anni fa, quei monelli sfacciati hanno avuto il coraggio di dirmi: "Consegneremo le tesi di laurea una volta sigillata quella spaccatura, signore". Purtroppo, nessuno di loro è mai tornato..."
"Dieci anni fa? Ma di cosa sta parlando? Aspetti, lei non sarà mica quel...?"
"La mia storia si conclude qui... È solo un triste e sciocco racconto di un periodo altrettanto sciocco."
"Ehi, ragazzino! Smettila di fissarmi e finisci i tuoi noodle, che siano dannati quegli occhioni!"
"Se la pasta assorbe tutto il brodo e diventa molliccia, diventerà immangiabile!"