| Tipo di arma | Pistole pesanti |
| Rarità | ★★★★ |
Forse è tempo che io vada in pensione.
Non c'è niente per noi a questo mondo.
Abbiamo compiuto qualche grande scoperta dopo dieci anni e trenta importanti tentativi di scavo? No. Abbiamo trovato solo macchinari da guerra che gli Orsini hanno dovuto abbandonare nella Valle della grande spaccatura, e le rovine di pascoli automatizzati date in pasto agli ospiti degli Aggeloi e alla Contaminazione senza fine.
Queste scoperte non erano altro che contenitori marcescenti del nostro banale passato.
La vera storia di Talos-II dovrebbero essere le rovine lasciate dai nostri antenati, e io ho dissotterrato tre di quei siti. Erano tutti vuoti. Non abbiamo trovato corpi, fonti di energia, né macchinari. Non c'era niente. Niente, tranne frammenti di metallo. Questi, però, emettevano una luce che mi ha aperto uno spiraglio. Vedevo immagini sfocate dei nostri antenati che vissero secoli fa. Li vedevo sorridere. I loro sorrisi sembravano genuini. I nostri antenati sembravano felici.
Nessuna delle nostre scoperte ha rivelato cosa è successo prima di noi. Anzi, il nostro passato resta oscuro. Talos-II continua a nascondersi dietro un velo. Una Cercatrice dei canti Circuito Hannabit mi ha detto che la loro prima Cantora riuscì a scorgere un barlume del passato ombroso del mondo racchiuso nei campi di ghiaccio. Questo piccolo barlume le impresse un terrore immenso quanto Talos.
Ho raccontato questa storia a una mia amica giurata. Mi ha risposto raccontandomi la propria. Quando se ne stava in cima alle mura della fortezza dell'Ordine e scrutava tra le fitte nubi scure che soffocavano i cieli del nord, percepiva l'ombra del pianeta che strisciava dietro di essi. L'ombra si ritraeva brevemente, quando lei scendeva nel campo di battaglia.
"Sii forte, e non pensarci troppo."
Mi disse queste parole, quando mi diede la sua pistola. E va bene, posticiperò la pensione. Andrò di nuovo là fuori.